Tutto quello che c’è da sapere sulle ultime tendenze e novità del mondo automobilistico

Un automobilista che ordina un SUV termico nel 2026 scopre al momento della registrazione che la fattura fiscale è aumentata di diverse centinaia di euro rispetto all’anno precedente. Dietro a questo shock al portafoglio, si nasconde una serie di misure regolamentari, una rapida spinta verso l’elettrico e costruttori che riorganizzano la loro offerta a grande velocità. Ecco cosa struttura realmente il mercato automobilistico francese oggi.

Malus CO₂ e tassa sul peso nel 2026: le soglie che cambiano le regole del gioco

Dal 1° gennaio 2026, il malus ecologico si applica già a 108 g/km di CO₂, contro 113 g/km in precedenza. Parallelamente, la tassa sul peso colpisce ora le auto nuove a partire da 1.500 kg invece di 1.600 kg. In concreto, modelli come un Peugeot 3008 a benzina o un Renault Austral ibrido non ricaricabile si trovano nel mirino del malus o della tassa sul peso, mentre un anno prima ne erano esenti.

Le entrate combinate del malus e della tassa sul peso hanno già raggiunto 523,4 milioni di euro nel primo semestre del 2026, con una traiettoria verso oltre un miliardo di euro per l’anno, una soglia mai raggiunta in Francia. Per seguire le notizie auto su Scoopify, si osserva che questi aggiustamenti fiscali alimentano una profonda ristrutturazione del mercato.

Questo inasprimento non colpisce solo i grandi SUV. Un familiare diesel di gamma media supera facilmente i 1.500 kg a vuoto. La fattura all’acquisto quindi aumenta meccanicamente, e i feedback sul campo mostrano che molti privati scoprono l’importo esatto solo al momento dell’ordine, per mancanza di informazioni chiare in concessionaria.

Giornalista automobilistico maschile che valuta un SUV crossover durante un test stampa su circuito esterno

Mercato automobilistico francese: perché le vendite sono diminuite del 26% dal 2019

Uno studio di Roland Berger realizzato per la Piattaforma automobilistica, Mobilians, l’Avere e Sesamlld mette un numero netto sul fenomeno: tra il 2019 e il 2025, il mercato francese delle auto nuove ha perso circa 580.000 immatricolazioni annuali, ovvero meno 26%.

L’analisi scompone le cause. La regolamentazione CAFE (norme di CO₂ imposte alle flotte dei costruttori) e la fiscalità diretta spiegherebbero da sole circa 410.000 immatricolazioni mancanti. Il resto deriva dall’aumento dei prezzi di listino al netto della fiscalità, dal costo dei carburanti e dalla durata di vita aumentata dei veicoli in circolazione.

Questo legame diretto tra norme europee e volumi persi è raramente quantificato con tanta precisione. Si parla spesso di “crisi del potere d’acquisto automobilistico”, ma i numeri mostrano che la regolamentazione pesa due volte di più rispetto all’aumento dei prezzi al netto delle tasse nel crollo delle vendite.

Un parco che invecchia e si trasforma

Il parco automobilistico francese supera ora i 39 milioni di veicoli, con un’età media che continua ad aumentare. Le famiglie tengono la propria auto più a lungo, rinviano l’acquisto del nuovo e si rivolgono all’usato. Questa tendenza rafforza un disallineamento: i modelli in circolazione non riflettono più affatto l’offerta in concessionaria.

Veicoli elettrici in Francia: la quota di mercato cresce, la fiscalità segue

Nel luglio 2026, più di una vendita su tre di auto nuove era elettrificata (elettrica o ibrida ricaricabile). La progressione è netta rispetto all’anno precedente. Questa accelerazione è in parte legata alle strategie dei costruttori, che spingono le vendite di modelli elettrici per rispettare i limiti CAFE e evitare multe europee che possono raggiungere diverse centinaia di milioni di euro.

L’analisi de L’Argus sottolinea che questa alta quota di mercato a luglio è “artificialmente alta”, gonfiata da immatricolazioni tattiche di flotte a fine semestre. Sul campo, la domanda dei privati cresce, ma a un ritmo meno spettacolare di quanto suggeriscano i numeri grezzi.

La questione della tassazione dei veicoli elettrici

Il Consiglio dei prelievi obbligatori (CPO) ha stimato che l’aumento dell’elettrico potrebbe far scomparire tra 37 e 39 miliardi di euro di entrate fiscali annuali legate ai carburanti. Per compensare, il CPO privilegia una tassa annuale su tutte le auto piuttosto che un inasprimento dei malus o una tassazione al chilometro dei veicoli elettrici.

L’aumento delle tasse sui carburanti, inizialmente previsto, è stato rinviato al 2028. L’ipotesi di una tassa al chilometro per gli elettrici è circolata, ma non è presa in considerazione a questo stadio in Francia, nonostante l’esempio britannico che prevede un dispositivo simile. I feedback variano su questo punto a seconda delle fonti istituzionali.

  • Il malus CO₂ e la tassa sul peso mirano ai veicoli termici e pesanti, non agli elettrici per ora.
  • Il bonus all’acquisto per le auto elettriche è in fase di ridefinizione, con proposte della FNA per concentrare gli aiuti sul rinnovamento del parco vecchio.
  • La traiettoria fiscale rimane incerta: le decisioni governative dipenderanno dalla reale velocità di elettrificazione del parco.

Salone automobilistico internazionale con auto concept rossa su podio rotante e visitatori che percorrono gli stand dei costruttori

Costruttori automobilistici: Renault, Stellantis e i marchi cinesi ridistribuiscono le carte

Renault mostra una dinamica positiva in Francia, sostenuta dal rinnovamento della sua gamma elettrica e ibrida. Stellantis, da parte sua, affronta una pressione sui volumi e sulla redditività dei suoi marchi europei. I costruttori tedeschi (Volkswagen in testa) stanno attraversando un periodo di pesante ristrutturazione industriale.

Il fatto saliente rimane l’ascesa dei marchi cinesi. BYD, MG e altri moltiplicano i lanci in Europa, ma l’installazione commerciale non avviene senza attriti. Sono state segnalate tensioni con i concessionari europei, in particolare sui ritardi nei pagamenti. La questione dell’affidabilità della rete post-vendita rimane aperta per questi nuovi entranti.

  • Renault punta sul segmento B elettrico (R5, R4) e sull’ibrido E-Tech per mantenere le sue quote di mercato.
  • Stellantis ristruttura le sue fabbriche e razionalizza le sue piattaforme per assorbire la diminuzione dei volumi.
  • I costruttori cinesi offrono tariffe aggressive, ma la loro capacità di fidelizzare una clientela europea non è ancora dimostrata.

Il mercato automobilistico francese del 2026 si legge attraverso tre lenti: una fiscalità che orienta massicciamente le scelte, un’elettrificazione accelerata dalla pressione normativa più che dalla sola domanda, e una redistribuzione delle forze tra costruttori storici e nuovi entranti. L’acquisto di un’auto nuova in Francia è ora tanto un arbitraggio fiscale quanto una scelta automobilistica.

Tutto quello che c’è da sapere sulle ultime tendenze e novità del mondo automobilistico